Corno Piccolo (m 2655)

 1) Corno Piccolo m 2655, via Ferrata Danesi 

danesiÈ l'itinerario più frequentato per salire in cima al Corno Piccolo. Riattrezzata nell'estate 2001 con intervento dell'Ente Parco Gran Sasso-Laga. Dislivello: m 180. Difficoltà: EEA (ore 1,15). Dalla Sella dei Due Corni m 2547 si scende nel Vallone dei Ginepri e, costeggiando la base del Campanile Livia, si scavalca un forcellino. Si attraversa il canale Danesi che delimita a Nord le Fiamme di Pietra. Si continua per ghiaie oltrepassando crestine e canali verso il caratteristico monolito della Torre Cicchetti (visibile in alto). Si sale il canale che porta al forcellino tra la Torre Cicchetti e la Prima Anticima Sud del Corno Piccolo: è questa la piccola parete attrezzata con corde fisse e due scalette. Dopo queste, si passa sotto un masso che forma un caratteristico buco (è possibile aggirarlo a sinistra, III). Giunti in cresta, si seguono i segnali traversando sul versante Est; si perviene ad un forcellino, si supera un risalto con una corda fissa e, ancora seguendo la cresta, un'altra corda fissa porta poco sotto la vetta che in breve si raggiunge.

(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P. Abbate)

 

 2) Corno Piccolo m 2655, per la Cresta Nord-Est 

cresta NEBellissima e panoramica cresta, salita non impegnativa ma di grande respiro con le difficoltà concentrate nel superamento del primo salto. Sviluppo: m 500. Difficoltà: AD-, con passaggi fino al IV- (ore 1,30-6). Dalla Madonnina si salgono i ripidi pendii erbosi un po' a destra del filo di cresta; lasciati a sinistra dei muretti rocciosi si arriva sotto il primo risalto, un terrazzo che si affaccia sul Vallone delle Cornacchie. Si attacca a sinistra del filo di cresta a m 2330 circa, percorrendo una specie di canalino/camino che si restringe e guadagnando la sommità del primo salto per una fessura (da III a IV-; questo salto può essere evitato traversando a destra sotto la parete, salendo ad un forcellino e prendendo a destra un canalino con erba che riporta a sinistra in cresta, I+). Il secondo salto si supera per un camino 2 m a destra del filo di cresta; quindi scalando un diedro, superando un blocco ed una breve parete (III+) si giunge su una larga terrazza a m 2410. Segue un tratto ripido che porta sul primo spallone (tratto orizzontale della cresta); sempre per cresta con un altro tratto ripido, tenendo la destra, cioè sul versante Nord, ci si porta sulla sommità dell'anticima Nord m 2585. Si scende (sulla destra) all'intaglio che la divide dalla vetta; quindi per placchette (da II a III-) in ascesa obliqua sul fianco destro (Nord) fino in cima.

(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P. Abbate)

 3) Corno Piccolo m 2655, Monolito, via Di Federico-De Luca (1980) 

federicoSviluppo: m 180. Difficoltà: TD, con passaggi fino al V+ (ore 1,30-3,0). L'attacco è sulla grossa cengia a mezzaluna sotto lo scudo compatto del Monolito. Ci si sposta all'estremità sinistra della cengia, dove un enorme lastrone è appoggiato alla parete e forma sulla destra una fessura larga. Risalire la fessura fino in cima al lastrone (V, 20 m; è anche possibile raggiungere questa sosta percorrendo un caminetto sulla sinistra, II). Si traversa a destra sulla placca inclinata sottostante il tetto (IV+, cavetto d'acciaio, ch), si punta al bordo del tetto (V-) ed entrati nel diedrino che questo forma sulla destra, si raggiunge uno scomodo punto di sosta (15 m dal cavetto, in tutto 35 m). Proseguire a sinistra per una rampetta (V, ch), oltrepassare un spigolo (passo di V+, ch), continuare a traversare a sinistra fino ad un cavetto d'acciaio e, per una fessura a sinistra ed una placca, raggiungere una comoda sosta con clessidra e chiodo (25 m). Dritti per placca (V-) fino ad una fessura che in alto fa arco, risalirla (V, ch) superando in alto una pancetta verso sinistra (V+, cless.) e per placche alla sosta, la penultima della via del Monolito (40 m). Di qui per canaletti e caminetti non difficili (III e IV), con uno o due tiri si esce in vetta.

(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P. Abbate)

 4) Corno Piccolo m 2655, Monolito, via Manuela (P. Iannetti e E. Sila, 1974) 

manuelaSviluppo: m 140. Difficoltà: TD+, con passaggi fino al VI e A (ore 2-3,30). La scalata si svolge sullo spigolo arrotondato che costituisce il margine sinistro dello scudo roccioso. Bell'itinerario, nella relazione è descritto con la consigliabile variante Iannetti. La via è stata attrezzata nel 1999 con fix e catene alle soste sostituendo le vecchie protezioni, rimane un itinerario da montagna e non da falesia. Raggiunta la cengia sottostante lo scudo roccioso del Monolito ci si sposta a sinistra alla base di un caminetto formato da un grosso blocco staccato, qui è l'attacco. Si scala la paretina sovrastante (fix), portandosi a sinistra (tratto A oppure VI-, fix), si supera una placca inclinata fin sotto un muretto (sosta); salirlo e percorrere dapprima un diedro e traversare netto a destra a prendere una bellissima placca in piena esposizione (15 m V+, passo di VI fix e clessidre) fino alla sosta appesa sopra una grande scaglia. Traversare a sinistra lungo la scaglia e salire per via evidente la placconata sovrastante per via evidente fino alla sosta in cima al pilastro. Percorrere la vetta del pilastro fino ad una comodo terrazzo sotto uno strapiombo ove si sosta. Portarsi a destra sotto un diedro strapiombante che si affaccia sulle placche del Monolito; salirlo (10 m A oppure VI, fix) ed usciti su terreno più facile si trova la sosta: da qui pochi metri facili per raggiungere la vetta o doppie attrezzate lungo la via o nel canale dell'Immondezzaio.

(Relazione aggiornata sulla base di quella della Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P. Abbate)

 5) Punta dei Due, Fiamme di Pietra del Corno Piccolo, via Gervasutti allo sperone Sud (G. Gervasutti e A. Bonacossa, 1934) 

punta2La via si svolge appena a sinistra del monolitico spigolo del torrione. Salita classica, elegante, con un passaggio rimasto a lungo uno dei più difficili del Gran Sasso. Sviluppo: m 120. Difficoltà: TD-, con passaggi fino al VI- (ore 1,30-2,30). Dalla Sella dei Due Corni si raggiunge l'attacco che si trova nel Vallone dei Ginepri, appena a sinistra della verticale dello spigolo. Diedri e paretine formati da blocchi portano su di un terrazzino due metri a destra di una spigolo; sopra la parete si fa verticale (50 m. IV-). Si aggira a sinistra lo spigolo, si sale dritti 8 m; giunti sul filo dello spigolo (arriva direttamente del terrazzino una variante) si sale per scaglie ad una cornice (25 m da IV a V-). Si sale 5 m verso destra a un terrazzino, poi su uno sperone (ch); si traversa 3 m a sinistra, poi dritti, e obliquamente a destra in esposizione fino ad una sosta su un terrazzino (tratto VI-). Si superano salti rocciosi e si arriva in vetta.

(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P. Abbate)

 

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